Bonin Ida
 2 giugno 1909 - 24 febbraio 2008
 Riposa a Verrès (Italia)

   
Un grande dono è stato fatto ad Ida: vivere a lungo e poter così godere della compagnia di figli, nipoti e bisnipoti. Il suo quasi secolo di vita le ha permesso di vedere quei grandi sconvolgimenti scientifici, tecnologici e di costume che Ida a volte esaminava perplessa e sconsolata al pensiero di come “i tempi cambiavano”.

Eppure lei, alla fine dei lontani anni “20”, residente nel paesino di Challant-Saint-Victor, il suo piccolo contributo al cambiamento l’aveva ben dato: innamorarsi e sposare quel “forestiero”, tal Guido Giovannini, di Firenze, che si trovava in Valle per installare i tubi che sarebbero poi serviti alle future centrali idroelettriche. Eh sì, il futuro incombeva e avanzava…

Tempi duri, quelli della guerra: la paura, la fame, la povertà… Ricordi che Ida evocava con grande tristezza e che presto allontanava per poterli sostituire con un presente ricco di tranquillità e di sentimenti che la legavano alla sua grande famiglia, dove lei a lungo ha detenuto il ruolo di “censura” su scelte e comportamenti, perché quel suo carattere forte che le aveva permesso di superare tante avversità, tra le quali la dolorosa scomparsa del marito nel 1965 , continuava a caratterizzarla anche se gli anni passavano.

La gioia della nascita del suo primo bisnipote Luca, nel 1980, le aveva dato una nuova dimensione: poteva fare la bisnonna, mentre quando i suoi nipoti erano piccoli lei doveva cucire per poter tirare avanti, poteva viziare lui e anche un po’ gli altri perché ora aveva la sua pensione, poteva essere più tranquilla, perché i tempi erano cambiati e in meglio, almeno per certe cose e questo lo diceva sempre; non aveva ancora fatto l’abitudine agli agi che ormai facevano parte della quotidianità.

Tutto ha superato, tranne la malattia di Romano, quel figlio che era sempre stato quasi solo suo, che invece ora faticava a capire e a riconoscere. Questo grande dolore l’ha portata a perdersi e a lasciarsi andare, cercando di negare e rifiutare quell’ultimo cambiamento che proprio non riusciva a superare.


Ricordi
Ida da bambina con la mamma, il papà e la nonna
Ida da bambina con la mamma, il papà e la nonna
Ida con suo marito Guido Giovannini
Ida con suo marito Guido Giovannini
Ida con i nipoti nel 1979
Ida con i nipoti nel 1979
Ida con il bisnipote Luca nel 1984
Ida con il bisnipote Luca nel 1984
Ida con la bisnipote Valentina nel 1984
Ida con la bisnipote Valentina nel 1984
Ricordiamo anche

 Giovannini Romano, Figlio

Un pensiero per Te
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Sono molti i bei ricordi che mi porto dentro della mia bisnonna Ida.
Non posso non ricordarmi delle lunghe giocate con i lego fin da quando ero piccolo, con la nonna che mi faceva da assistente e mi passava i mattoncini da incastrare, o le passeggiate al bordo della piscina a raccogliere i sassolini bianchi.
Non dimenticherò mai il gusto della pasta scivolosa al ragù e della bistecche con puré con laghetto di sugo che mi cucinavi ogni giovedì fin quando le forze te lo hanno permesso.
L'unico rammarico che mi rimane è che per solo un anno e mezzo non hai potuto conoscere il trisnipotino. A pensarci adesso, avrei avuto il figlio un po' prima, ma certe cose si capiscono solo quando si diventa genitori.

Luca Giovannini

   

Cara nonna,
ogni volta che passo davanti alla tua casa mi vien sempre da guardare in sù per vedere se sei lì al tuo posto, a guardare dalla finestra per poi salutarmi con la mano. Mi manca non trovarti più.
Ho dei bellissimi ricordi di te, il più bello è stato il giorno che avevamo giocato a Shangai, mi ero fatta di quelle risate quando ti eri persa un bastoncino nella maglia :)
Non ti dimenticherò mai nonna.

Simona Giovannini